domenica 11 maggio 2008

vivere e morire


Questa è una delle foto vincitrici del World Press Photo 2008. Siamo a Rawalpindi e con questo attentato sono riusciti ad uccidere Benazir Bhutto. Non voglio inoltrarmi in divagazioni politiche di cui, tra l'altro, conosco molto poco, quello che mi ha colpito è un particolare.

L'uomo dietro a quello che alza le mani, quello con il sedere di fuori. Ovviamente parlo da donna, ma cresciamo con un senso del pudore, cresciamo con la certezza che a parte nostro fidanzato/marito, a parte nostra madre quando siamo piccoli, a parte qualche goliardata da ragazzi, il sedere è una di quelle parti da non mostrare, per dire, facendo lo struscio in centro (anche se i jeans a vita bassa stanno rompendo questo tabù...). Figuriamoci in paesi come l'India.

E così penso a quest'uomo. Passiamo tutta la vita a coprirci, scoppia una bomba e tu, per il resto dell'eternità rimani con il sedere per aria.

Era la vita a essere crudele o può esserlo anche la morte?

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