mercoledì 14 maggio 2008

La vita


Oggi sono stata dal commercialista e devo pagare una cifra spropositata di tasse, iva arretrata, INPS e anticipo INPS. Una cifra, per le mie finanze, spaventosa.
Io non so. Chi mi conosce sa che sono successe tante cose nella mia vita e quello che sento dirmi da tutti è che sono una persona forte, ed infatti piano piano ho superato ogni avversià, riuscendo nel mentre, anche ad essere felice.

Poi ci sono giornate come oggi in cui non so, mi sento al limite, di me, delle mie capacità, di questa vita.

Domenica scorsa sono andata a prendere un gelato e mi sono seduta in piazza e, giusto per stare allegri, ho pensato alla vita e alla morte. Anche in questo tutta la cosa di mia mamma sta influendo parecchio. Guardavo i palazzi, il sole, la gente, pensavo a tutto quello che faccio giorno dopo giorno e pensavo che nel momento in cui moriamo tutto questo non avrà più un senso. Tutto questo non ci sarà semplicemente più. E allora, tutta questa fatica, tutto questo sbattersi, tutto questo arrancare, a cosa serve? La prima volta che mia mamma si è operata avevo fatto ragionamenti simili ed il risultato era solo l'amore e i figli, al momento solo questo ha un oggettivo senso per me. E ovviamente tutto quello che ha a che fare con le emozioni, quelle belle, perchè almeno quella è una cosa che ti fa stare bene al momento. Tutto il resto non ha senso.

Quando mi sento così mi sento in trappola in questo meccanismo economico in cui devi guadagnare guadagnare guadagnare per vivere decentemente, ma mi piacerebbe fare come i contadini, seguire i cicli della natura, mangiare quello che coltivo, vivere in semplicità. Purtroppo nel mio piccolo, sono figlia del consumismo, e temo che comunque non ne sarei capace...

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