domenica 12 ottobre 2008

Non mi ero accorta
di quanto le tue parole
mi accompagnino
mentre in questa domenica d’autunno
attraverso la città.

Tutto è rumore
Le persone urlano
Ridono, discutono
E tra tutte le voci che sento
Non trovo la tua.

Dove sarai in questo momento
A seguire il filo della tua vita
Che si srotola come il tuo sorriso
Quando vagando incontri il mio

La tua mancanza non è mancanza di amore
Non è un posto vuoto accanto a me
Non è una mano che mi cerca
La tua mancanza è silenzio

giovedì 9 ottobre 2008

A come Amore


Nella vita capita di amare. Oddio, chi più chi meno. L'amore poi ha talmente tante forme. Ho amato e amo un mio amico, ho amato e amo una persona che non mi appartiene, ho amato e forse amo una persona che non vedo da un anno. Tutti amori diversi, più o meno intensi, più o meno profondi.
L'amore poi, ad un certo punto, come una nuvola nel cielo può anche cambiare forma e trasformarsi in altro. A volte non riesci neanche a definire cosa sia "altro". E a volte semplicemente si esaurisce. E ti dici, è la vita. E a volte invece l'amore non coincide, si sfiora, ma forse non parla la stessa lingua, non usa le stesse note, non ha lo stesso colore. E anche qui ti dici: è la vita.

E vai avanti. Questa persona non esiste più, non c'è, non la senti, non fa più parte delle tue giornate. Ma non riesci a farla uscire dai tuoi pensieri. Proprio non ci riesci. Ti sforzi per mesi e mesi e poi c'è sempre qualcosa che ti frega, un luogo dove vi siete incontrati, un cd che ti aveva fatto e che hai ritrovato, un pensiero che parla di lui.

E vorresti, con tutte le tue forze, cancellare tutto. Tutto quanto, le parole che vi siete detti, la gioia di sapere che sta arrivando, quell' esplosione all'altezza dello stomaco nell'istante esatto in cui finalmente lo vedi.
Vorrei non aver mai vissuto tutto ciò, vorrei non aver mai sognato un suo bacio, vorrei non aver mai riso per i suoi racconti, vorrei non essere mai stata incantata di fronte ai suoi occhi.
Non esiste un bianchetto per la vita, un tasto CANC da premere, un po' di varechina esistenziale con cui far sbiadire tutto definitivamente?

Sono stufa, stufa, stufa di averlo tra i pensieri. Sono stufa di averlo tra i miei sogni. Sono stufa di svegliarmi e sapere che forse non lo vedrò mai più.

martedì 7 ottobre 2008

Quello schifoso di un compleanno


E così anche questo giorno infausto è arrivato. Lo aspettavo e lo temevo e quello che pensavo si è prontamente avverato. Mai come oggi mi manca mia mamma, che era di solito la prima a chiamare, a farmi regali meravigliosi con biglietti pieni di amore. Lei non si è mai dimenticata, non ha mai fatto le cose tanto per farle.
Sto facendo seriamente fatica, ad accettare che la sua telefonata non arriverà.
Mio padre probabilmente si dimenticherà e una delle persone più importanti per me forse anche.

I compleanni che arrivano, sopra ai 18, si iniziano a considerare sempre meno (figurati 31!) e anche se i regali diventano sempre meno importanti, anche se prendi veramente questo giorno come tutti gli altri, c'è sempre quel retropensiero su chi chiamerà, ci saranno delle sorprese, qualcuno che ci ha sempre pensato si dimenticherà? Chiamarlo bilancio è brutto, e poi di che?

Vediamo come va avanti questa giornata...

UPDATE: A parte una breve parentesi con una mia carissima amica la giornata è proseguita come sospettavo. Mio padre si è dimenticato, il mio migliore amico anche, per non parlare di mio fratello Markus. Se esistesse la Palma D'Oro al compleanno più merdoso dell'universo, adesso starebbe sulla mensola della libreria. Per fortuna è passato, per fortuna deve passare un altro anno. Ma gli strascichi sono duri da far passare...