Io credo che non ci sia nessuno (oddio, forse giusto il Dalai Lama), a questo mondo, che non voglia essere amato. Passiamo la nostra vita a cercare quello. Lo troviamo nei nostri genitori ma non ci basta, lo abbiamo dai nostri amici e a volte ci basta, lo cerchiamo, sempre, da un compagno o dalla persona di cui ci siamo innamorate.
Mi sono accorta, e quindi parlo per esperienza personale, che in nome di questa ricerca, di questo amore che costantemente ci manca, che siamo disposti a fare, anche inconsciamente, numerosi compromessi, soprattutto quando pensiamo di averlo trovato. E lentamente questi compromessi diventano normali, reali, il giusto modo di fare le cose.
I compromessi fanno parte della vita e non credo che una relazione sia possibile senza che tutti e due decidano di venirsi incontro. Però ci sono due tipi di compromessi, quelli che facciamo con l'altro e quelli che facciamo con noi stessi.
Ho conosciuto una persona, questa persona poi è sparita apparendo sporadicamente via sms. Io non ho smesso di pensare a lei, cercando ogni tanto un contatto. Mi piaceva molto questa persona ma molti lati di lei erano deleteri. Mi faceva sentire oltre ogni modo insicura, non mi dava certezze, non mi faceva capire cosa c'era tra di noi, appariva e spariva suo piacimento.
L'ho sentita l'altro giorno. E sono giunta alla considerazione che nonostante tutte le cose belle fra di noi, questa persona non è positiva per me, per la mia crescita personale, per la mia vita.
Basta accettare tutto, basta considerare abbastanza il poco che a volte viene dato?

