mercoledì 30 luglio 2008

Ode alla vita - Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

sabato 26 luglio 2008

Ci sono... Forse. :-)


Mia mamma è morta il 6 luglio. Ho passato con mio fratello tutti i giorni da lei in ospedale ed è stato straziante. Straziante vederla soffrire, straziante sperare, invocare la sua morte. Il paradosso. Speri con tutta te stessa che arrivi la morte per la persona che ami di più al mondo.
Ma quello non è più vivere.
Io sono stata male tutti i giorni che sono stata in ospedale. Poi, due giorni prima che morisse io e mio fratello ci siamo svegliati una mattina e ci sentivamo, per la prima volta dopo tanto tempo, bene. C'era una pace nell'aria, una serenità. Anche il viso di mia mamma era più sereno. E da lì in poi tutto è andato meglio, perchè ho iniziato a sentirla con me sempre. Anche quando è morta sapevo che in qualche forma, modo o maniera, lei c'era.

Dopo cerchi di tornare alla calma, alle cose di tutti i giorni, al lavoro. Per tanti giorni però ho avuto difficoltà a concentrarmi, a spostare la mente su una cosa ben precisa.
Poi ci sono le persone da informare, le persone a cui rispondere, bisogna parlare, spiegare. Ho avuto più volte la sensazione che, siccome parlavo abbastanza serenamente, non piangevo strappandomi i capelli, le persone non capissero. Ma vabbè.

A volte mi sveglio la notte e mi sembra tutto irreale. Mi sembra irreale che mia mamma non ci sia più. per giorni o avuto ancora l'istinto di chiamarla, prendevo il telefono...
Poi c'è stata la cremazione, andare a prendere l'urna. Adesso, per un concatenarsi di cause, ce l'ho dentro casa. L'ho messa sullo scaffale con accanto delle sue foto.

La mia vita ha ripreso i suoi ritmi, con soddisfazioni, momenti belli, il lavoro che aumenta, la stanchezza che a volte si fa sentire intensamente. Ci sono momenti di grossa serenità e ci sono momenti (vedi oggi) di grande tristezza.
Mi dico sempre che bisogna prenderla così, strinfere i denti, che poi passerà. A volte funziona, a volte no.